"Bukowski?", fa lui, "tutto a posto?" mi solleva. amico, mi sa che è meglio che resti qui stanotte." "NO. MALEDIZIONE, VOGLIO ANDARE AL BALLO DEI TAGLIALEGNA!" poi ricordo solo che mi trovai sulle sue spalle, quelle di Sanchez, e lui mi portò nel suo appartamentino del primo piano, sapete, dove lui e la sua donna fanno quella cosa, e poi mi trovai su un letto, lui se ne era andato, la porta chiusa, e poi sentii della musica di sotto, e delle risate, di tutti e due, ma risate gentili, senza cattiveria, e io non sapevo cosa fare, le cose belle giungono inattese, fortuna o persone che siano, alla fine tutti se la squagliano, beh, e a quel punto si aprì la porta, un fiotto di luce, ed ecco Sanchez."ohi, Bubu, una bottiglia di buon vino francese...bevila adagio. ti farà bene. dormirai. sii felice. non voglio dirti che ti amiamo. troppo facile. e se vuoi venir di sotto, a ballare e a cantare, a discorrere, o.k. fai quello che ti pare. eccoti il vino."mi allunga la bottiglia: la sollevo come se fosse una cornetta un po' strana, e poi ancora, e ancora.attraverso una tenda stracciata salta dentro un pezzetto di luna consumata. è una notte perfetta; non è la galera; tutt'altro. la mattina dopo quando mi sveglio scendo a pisciare, esco dalla mia pisciata, e li trovo tutti e due addormentati su quel divano stretto appena sufficiente per un corpo e le loro facce sono unite e addormentate e i loro corpi sono uniti e addormentati, perchè dovrei fare il sentimentale??? sento soltanto quel piccolo nodo alla gola, il blus della dolcezza a trasmissione automatica, che qualcuno ha, che loro non mi odiano nemmeno...che loro arrivano perfino ad augurarsi per me che cosa?...vado fuori prosciugato e addolorato e emozionato e disgustato e triste e Bukowski, vecchio, sole acceso dalle stelle, dio mio, in cerca dell'ultimo angolo, l'ultimo botto di mezzanotte, freddo Sig. C, grande H., Mary Mary, lindo come una coccinella su una parete, il calore di dicembre una ragnatela che mi attraversa la spina dorsale eterna, Pietà come il morto ragazzo di Kerouac disteso attraverso i binari della ferrovia messicana nel luglio eterno delle tombe sprofondate, li lascio lì nel loro coro d'oro, il genio e la sua innamorata, tutti e due migliori di me.